CHE ITALIA SAREBBE SENZA VOLONTARIATO?

Gen 13, 2023 Editoriale

Nell’ultimo discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stata citata la “generosità del volontariato”.

Una frase importante per riflettere in questi tempi difficili e complessi sul senso e sull’importanza del volontariato in Italia e nel mondo. Penso ad esempio a quanti dedicano il loro tempo prezioso per assistere magari di notte, col freddo, le persone che vivono per strada o senza fissa dimora, a chi si dedica per servire un pasto caldo nelle mense dei poveri o chi semplicemente sempre in maniera gratuita, spontanea e senza altri fini se non quello di aiutare il prossimo, si impegna per costruire una società migliore, più giusta, dove nessuno resta indietro. Significa semplicemente crescere insieme.

Il mondo del volontariato muove in Italia (dati Istat), da Nord a Sud e isole comprese, oltre 5 milioni di persone un numero importante anche se si potrebbe fare di più. Bisogna esprimere però profonda gratitudine verso chi destina la “moneta più preziosa” che abbiamo che è quella del tempo, risorsa non rinnovabile. Il senso di questo impegno lo si apprezza ancora di più in questa epoca, complessa e difficile, dove la crisi economica morde con l’aumento dei prezzi del gas, delle bollette, del costo della vita tanto che l’inflazione è tornata ai livelli degli anni ’80. Uno scenario triste che però viene attenuato da una forza solidale fatta da milioni di persone che sceglie di aiutare, fare, condividere, sostenere il prossimo e che si chiama volontariato.

E l’Italia senza volontariato sarebbe più povera e senza speranza di futuro.

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