Il Covid e la metafora della montagna

Gen 9, 2022 Editoriale

Ce lo siamo sentito dire spesso in questi due anni, “Andrà tutto bene”. Forse oggi queste due parole hanno perso un po’ di smalto con l’impennata dei contagi che si stanno registrando da un mese a questa parte. E allora che si fa?

“Andrà tutto bene” se saremo capaci di attraversare la tempesta in atto. Per riveder le stelle con la vaccinazione?

L’Italia sembra diventata un tamponificio tra paura di contrarre il virus e corsa agli hub vaccinali di ogni dove per farsi iniettare la prima, la seconda, la terza dose e la dose che verrà. In fondo la scienza è l’unico baluardo di cui fidarci al cospetto di una minoranza non favorevole all’obbligo vaccinale che è divenuto tale negli ultimi giorni per gli over 50.

Siamo in emergenza sanitaria. Parole come “Super green pass” ormai fanno parte del nostro quotidiano così come le mascherine FFP2 che ormai sono un accessorio imprescindibile per uscire di casa. Magari si riscopre il linguaggio non verbale degli occhi dopo il pugno chiuso per salutarsi anche se spesso si è un po’ incerti se stringere la mano, alzare il gomito o cliccare la mano sul cuore.

Ma cosa ci sta insegnando questa sciagura planetaria?

Forse siamo solo all’inizio di eventi catastrofici come quello che stiamo vivendo che metteranno a dura prova la resistenza e la sopravvivenza umana. Forse punto di non ritorno. E’ come se si fosse ad un certo punto innescato un processo della Terra contro noi sapiens per punirci, sebbene nella storia dell’umanità ci siano state altre pandemie (la Spagnola nel secolo scorso) combattute con mezzi tecnologici e scientifici non paragonabili a quelli di oggi.

La strada è in salita dunque un po’ come quando vogliamo scalare la montagna. Si parte dal basso per poter raggiungere la vetta che è un po’ il superamento di questa pandemia in atto che ci ha reso tutti in libertà vigilata. Quando accadrà? E’ difficile ancora dirlo, ma se pensiamo alla sensazione di quando si raggiunge la cima, dopo la scalata, sicuramente si potrà guardare al futuro con moderato ottimismo. Anche perché un anno fa stavamo sicuramente peggio. Non è semplice, è un percorso graduale fatto di tante cadute e momenti critici e di tante varianti quasi una ogni giorno.