Ogni anno l’esame di maturità, per la carica dei quasi 500 mila studenti italiani, è un momento sempre carico di aspettative, emozioni che segna un po’ una fase di passaggio esistenziale verso il futuro. L’università, oppure immergersi nel mondo del lavoro sempre più incerto per tutti ed ambire a quel “posto al sole” che forse non c’è più. Mi viene in mente un libro interessante “Il lavoro non è un posto” di Lorenzo Cavalieri.
Oggi si parla tanto di competenze trasversali, big data, Intelligenza Artificiale, IoT e tanto altro che immaginano una società lavorativa sempre più digitale e in continuo cambiamento. Insomma nuove competenze da mettere in pratica per un futuro del lavoro sempre più VUCA (Volatile, Incerto, Complesso, Ambiguo). Eppure il futuro si fa con i giovani. Il vero petrolio di una società che intende evolversi, migliorare ed essere solida dal punto di vista economico e sociale. E per fare questo, sostenere concretamente i giovani, in Basilicata l’associazione Filemone, nel suo piccolo, dall’anno scorso porta avanti il premio borsa di studio “La Meglio Gioventù” per gli studenti meritevoli residenti nel Comune di Bella (Pz). Un premio che intende valorizzare i giovani diplomatisi nell’anno scolastico appena concluso (2019/2020) che rimarrà nella storia a causa del Covid 19. Le 5 borse di studio, del valore di 500 euro cadauna, sono state messe a disposizione dai cittadini, da alcune imprese e da qualche associazione oltre che da Filemone. In una cerimonia pubblica verranno assegnate sulla base anche del reddito di partenza che sarà certificato dall’Isee come da bando (www.associazionefilemone.it) al fine di mettere insieme sia il voto conseguito dal candidato che il reddito familiare con un punteggio identificato da una tabella di valutazione. Una borsa di studio che non vuole cambiare la vita di nessuno, ma rappresenta soltanto un incentivo affinché lo studio possa essere sempre lo strumento dal quale partire per migliorare il futuro della società.
Un’esperienza quella dell’associazione Filemone di sicuro interesse se non altro perché i fondi impegnati per le borse di studio sono derivanti dal 5×1000. Non si sono contributi pubblici. I soldi dei cittadini che ritornano concretamente ai giovani. Il nostro pozzo di petrolio.