Si riparte da…una tazzina di caffè

Giu 9, 2020 Editoriale
Una fumante tazzina di caffè

Covid 19. E’ un nome che ci accompagna ormai da febbraio. Ma gli effetti abbiamo cominciato a vederli dal 9 marzo scorso, allorquando con il decreto del Presidente del Consiglio Conte, l’Italia sembrava sprofondare nell’oblìo della quarantena collettiva.

Un qualcosa di incredibile, forse perché si aveva la timida sensazione che dopo il focolaio di Codogno (Lodigiano), appunto a febbraio, il resto d’Italia sarebbe stato immune. Ma sigillare questo paese non è bastato, perché la furia virale di questo nemico invisibile si è propagata senza sosta e senza risparmiare nessuno. Ha portato via, come una sentenza, oltre 30 mila persone. Un dramma umano senza fine cancellando volti e persone per sempre. Immagini che rimarranno nella storia.
Abbiamo imparato, in questa quarantena, a mettere le mani in pasta, a sporcarci le mani di farina e lievito che è diventato in certi momenti introvabile. E poi ci siamo messi a cantare sui balconi di casa per sentirci un po’ meno soli, a brindare con i nostri amici soltanto virtualmente per non perdere l’abitudine dell’aperitivo. E, mentre il bollettino diramato dalla Protezione Civile alle 18.00 ogni giorno ci sembrava un appuntamento tristemente quotidiano, non abbiamo perso le speranze. Ci siamo immersi in un linguaggio nuovo. A parlare di TNT, mascherine e l’autocertificazione stampata quattro volte per fare la spesa. A fare lunghe videochiamate. A costruire una nuova quotidianità fatta di sport a casa, letture di libri o riordinare i cassetti di casa che non si mettevano a posto da tempo.
Il 18 maggio segna forse l’inizio di una nuova fase. La ripartenza con una buona tazzina di caffè al bar. O ‘Na tazzulella ‘e cafè… per gli edotti della musica.
Un rito irrinunciabile per milioni di persone, ogni giorno, per corroborare l’animo di chi consuma, ma anche di chi fa i conti con la riapertura dopo due mesi e mezzo senza incassi e certezze economiche. Un nuovo inizio per tutti in attesa che la tempesta passi, certo con nuove regole, ma indispensabili per la tutela della salute pubblica e far ritornare il sorriso anche all’economia. Andrà bene tutto se…